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Progetti

Progetti
Educare alla consapevolezza e al superamento degli stereotipi di genere per costruire nuovi rapporti fra uomini e donne.
L’Associazione Mariposa, fin dalla sua costituzione, ha posto particolare attenzione all’attività educativa proponendo progetti alle Scuole Secondarie di primo e secondo grado del territorio orientati all’educazione al rispetto delle differenze.

  • 2011: intervento presso ITC Nizzola e l’IIS Bellisario di Trezzo sull’Adda e Inzago.
    Attività di sensibilizzazione sulla mercificazione del corpo femminile e sulla violenza di genere. I progetti si sono conclusi con lo spettacolo Oltre le nuvole,canzoni e parole contro la violenza. Lo spettacolo, prodotto dai ragazzi del Centro Giovani di Brugherio, ha evidenziato la potenzialità della comunicazione tra pari, un approccio metodologico che l’Associazione ha sempre promosso negli interventi successivi
  • 2013/14: nell’ambito del Bando Regionale “E se … mi rispettassi?” vengono proposti due progetti:
    – FABIANA per gli studenti delle scuole medie
    – LASCIAMI ESSERE per gli studenti delle scuole superiori
    Percorsi di conoscenza e riconoscimento di sè come femmina o maschio, partendo dalla propria esperienza personale, per una riflessione critica dei modelli culturali che ostacolano la pratica di buone relazioni basate sul rispetto. Entrambi i progetti si sono conclusi con la produzione di materiale informativo per altre scuole e per la popolazione (blog, segnalibri, sacchetti per il pane distribuiti ai clienti presso il supermercato Coop) con slogan e loghi realizzati dai ragazzi e tradotti in più lingue, in collaborazione con l’Associazione Apriti – Scuola di italiano per mamme straniere.
  • 2015 progetto Ora scegli tu orientato al potenziamento della possibilità di scelta delle ragazze
  • 2016/17 in seguito ad una riflessione sull’efficacia degli interventi educativi (convegno Parimenti) l’Associazione sceglie di ampliare la proposta anche in contesti educativi extrascolastici. Nasce, in collaborazione con la Cooperativa sociale Pepita il progetto #respect rivolto all’ambito dell’associazionismo sportivo. Vengono realizzati laboratori esperienziali con gli atleti dai 6 ai 14 anni e incontri con gli allenatori e i genitori. Anche questo progetto si conclude con la produzione di materiale (striscioni con slogan e loghi) che le società sportive utilizzeranno per promuovere il rispetto in campo e fuori.

I bambini che assistono alla violenza sono vittime di violenza
Nel 2015 – 2016 Mariposa organizza un percorso di sensibilizzazione sulla violenza assistita con l’allestimento e la presentazione nei paesi del territorio e in alcune scuole della mostra dell’illustratrice Stefania Spanò (Anarkikka). Il progetto si conclude con la presentazione del libro Storie sui fili e incontro con l’autrice Carla Baroncelli.

Iniziative
14 febbraio 2014 e 2015 l’associazione Mariposa organizza a Trezzo sull’Adda l’evento ONE BILLION RISING: Flash mob mondiale contro la violenza sulle donne ideato dalla drammaturga Eve Ensler.

Bandi regionali
Abbiamo partecipato ai bandi regionali Progettare la parità in Lombardia – Piccoli progetti per grandi idee
Nel 2011: progetto Orizzonte Donna
Nel 2013: progetto E se … mi rispettassi?
Nel 2016: progetto Orizzonte Donna 2.0

Nel 2017: progetto #prospettive differenti
I progetti della durata di un anno e parzialmente finanziati dalla Regione Lombardia hanno visto la collaborazione di diverse agenzie ed enti del territorio.

Nel 2019:  progetto “Facciamo la differenza” presentato nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marisa Bellisario” di Trezzo sull’Adda.

“Facciamo la differenza” è un progetto che mira a realizzare interventi dedicati alla prevenzione della violenza sulle donne e alla promozione del benessere psicologico rivolto a ragazzi e ragazze delle Scuole Secondarie di Secondo Grado. Si tratta di una proposta di sensibilizzazione e di informazione sul tema, attraverso la valorizzazione e il rispetto delle differenze di genere, l’indagine sugli stereotipi presenti nel rapporto tra uomo e donna, l’ascolto empatico di sé e dell’altro, la comunicazione efficace e l’offerta di strumenti per la richiesta di aiuto in situazioni di violenza.
Partendo da una concezione della scuola e dell’educazione come servizio reso alla collettività che partecipa alla complessiva realtà socioeconomica, culturale e valoriale del territorio cui appartiene, appare fondamentale il coinvolgimento dell’Istituzione Scolastica. Esso è inteso come luogo di comprensione, prevenzione e protezione di alcune dinamiche comportamentali ed emotive complesse, rintracciabili nelle storie degli adolescenti. Alla luce di un modello educativo che consideri fondamentale, per lo sviluppo della personalità, l’espressione di se stessi nel rispetto dei bisogni altrui, la dimensione scolastica costituisce un contesto cruciale per favorire il benessere psicologico della sfera affettiva e relazionale.
Perché un percorso per gli adolescenti?
L’adolescenza è una fase di sviluppo della persona particolarmente ricca e delicata, che si protrae per un lungo periodo di vita che va da circa 10 anni fino a 20-23 anni. Si tratta indubbiamente di un periodo importante per la formazione della personalità e delle opinioni degli individui. Data l’entità del fenomeno della violenza di genere, visto come problema privato, risulta necessario stimolare le capacità empatiche degli adolescenti e di ascolto di sé e dell’altro al fine di creare relazioni basate sul rispetto reciproco e quindi prevenire forme di prevaricazione e violenza.
Risulta altrettanto fondamentale imparare a riconoscere, affrontare e denunciare ogni forma di maltrattamento, in particolare quello contro le donne, al fine di evitare il riprodursi di modelli comportamentali disfunzionali.
Obiettivi
• Stimolare la capacità di ascolto di sé, delle proprie emozioni e di quelle altrui, favorendo riflessioni che evidenzino la possibilità di identificarsi con lo stato d’animo altrui
• Individuare gli stereotipi di genere nella società, promuovendo un’analisi sulla loro valenza culturale e sull’impatto emotivo che scaturiscono
• Accrescere la consapevolezza sul tema della violenza di genere e sulle possibilità di richiesta di aiuto
• Favorire l’identificazione di vissuti e stati d’animo alla base di condotte aggressive al fine di prevenirle
• Promuovere l’elaborazione di modelli relazionali equilibrati e funzionali
Strumenti e metodologia di intervento
Sono stati effettuati  4 incontri di due ore ciascuno per la classe 3^ e 2 incontri di due ore ciascuno per le classi prime, svolti nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marisa Bellisario” di Trezzo sull’Adda, in orario curriculare nel periodo Febbraio a Maggio 2019.
Gli incontri sono stati condotti da due psicologhe, la Dott.ssa Erica Corti (psicologa, psicoterapeuta in formazione) e la Dott.ssa Giulia La Porta (psicologa, psicoterapeuta in formazione). 
La metodologia di lavoro è stata quella di tipo attivo, per favorire la partecipazione diretta e l’espressione emotivo-affettiva dei ragazzi tramite le seguenti modalità:
• Attività di gruppo, con contributi teorici, dibattiti, tecniche di brainstorming e di role playing, focalizzate sugli obiettivi dell’intervento
• Utilizzo di supporti video per sfruttarne la forte carica comunicativa
• Creazione di un prodotto finale da parte dei ragazzi, da rendere successivamente fruibile e
visibile alla comunità (per la classe terza) .

Nel 2020:  progetto “Facciamo la differenza” presentato nel periodo Febbraio-Maggio 2020 alle classi terze della scuola secondaria di primo grado I.C.S. Gandhi di Trezzano Rosa (Milano).

Qui di seguito viene illustrata la relazione finale redatta dalle operatrici incaricate nella produzione e realizzazione del progetto.

PRESENTAZIONE, OBIETTIVI E METODO

Il progetto “Facciamo la differenza” è stato proposto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado per promuovere nei ragazzi una riflessione sui pregiudizi e sugli stereotipi, sull’importanza dell’empatia e dell’ascolto nelle relazioni, al fine di sostenere il rispetto reciproco e prevenire agiti violenti, in particolar modo in riferimento alla violenza di genere.

Nel dettaglio, gli obiettivi perseguiti sono stati:

  • Stimolare la capacità di ascolto di sé e dell’altro, rispetto alle emozioni, favorendo riflessioni che evidenzino la possibilità di identificarsi con lo stato d’animoaltrui
  • Individuare gli stereotipi di genere nella società, promuovendo un’analisi sulla loro valenza culturale e sull’impatto emotivo che scaturiscono
  • Accrescere la consapevolezza sul tema della violenza di genere e sulle possibilità di richiesta di aiuto
  • Favorire l’identificazione di vissuti e stati d’animo alla base di condotte aggressive al fine di prevenirle
  • Promuovere l’elaborazione di modelli relazionali equilibrati efunzionali.

A tale scopo sono stati utilizzati differenti strumenti e metodologie di intervento quali:

  • l’arte terapia come attività espressiva che facilita l’esperienza di scambio, confronto e condivisione intorno al tema, attraverso l’uso dei materiali artistici
  • attività in piccolo e grande gruppo con contributi teorici, dibattiti, tecniche di brainstorming, di role playing
  • utilizzo di supporti video.

Dei 3 incontri preventivati per il progetto, ne sono stati realizzati solo 2 per via dell’emergenza sanitaria che ci ha colpiti. Infatti non è stato possibile effettuare l’ultimo incontro (specifico sulle relazioni e sulla violenza di genere); per tale motivo, è stato realizzato dalle esperte un video riassuntivo di tutti e tre gli incontri, al fine di avviare una riflessione con gli studenti, seppur in modalità remota, e dare una conclusione a quanto iniziato.

PRIMO INCONTRO

Il primo incontro è stato dedicato all’esplorazione degli stereotipi e pregiudizi di genere, per conoscerli meglio al fine di destrutturarli ed avviare nuove riflessioni, che evidenzino la loro costruzione sociale.

In due classi è stato proposto di rappresentare, con l’utilizzo dei materiali artistici (pennarelli, pastelli, acquerelli) attraverso colori, forme, ritagli di giornale e parole, la propria idea di Femminile e Maschile partendo dal proprio vissuto e/o dalla propria fantasia. Ogni partecipante ha creato propri tasselli con forme diverse che sono stati assemblati in un lavoro di gruppo.

In altre due classi è stato chiesto ai ragazzi, divisi in piccoli gruppi, di utilizzare in modo attivo le immagini, rappresentanti uomini e donne, prese da riviste di vario tipo che hanno portato da casa. Questa proposta è servita per individuare quale immaginario di Femminile e Maschile propongono alcuni mass-media.

A seguire, dopo il lavoro espressivo, è stato richiesto di trovare parole e/o frasi collegate al prodotto creato, ciò è servito nel momento finale dell’incontro per condividere l’esperienza e le riflessioni intorno al tema proposto.

SECONDO INCONTRO

Durante il secondo incontro, è stata proposta ai ragazzi una riflessione sull’ascolto di sé come prerogativa fondamentale per avvicinarsi al mondo dell’altro. Alla riflessione è seguita un’attività individuale nella quale è stato chiesto ai ragazzi di segnare su post it le sensazioni e le emozioni che provavano rimanendo ad occhi chiusi per un minuto; è stata poi, fatta una riflessione in gruppo.

La seconda attività inerente l’ascolto dell’altro è stata svolta chiedendo ai ragazzi di raccontarsi in coppia un breve aneddoto personale e di riportare quanto raccontato dal compagno e viceversa. In questa fase, i ragazzi si sono interrogati su quanto ciascuno si è sentito ascoltato dal compagno.

E’ stata, inoltre, affrontata la tematica dell’empatia quale capacità di immedesimarsi in un’altra persona per coglierne i pensieri e gli stati d’animo. Dopo aver sottolineato come tale capacità sia alla base di tutti i tipi di relazione (amicali, di coppia, genitori-figli), è stata proposta un’attività in gruppetti, seguita da una riflessione in gruppo allargato.

Infine si è riflettuto sul rispetto. E’ stato chiesto a ciascun ragazzo di scrivere su un foglio in quali occasioni “non si è sentito rispettato”. Infine, è stata portata avanti una riflessione in plenaria nella quale è emerso come molti ragazzi non si sentono rispettati proprio quando non vengono ascoltati o riconosciuti nei loro bisogni. (Ad esempio: “non mi sento rispettato quando gli altri non mi ascoltano”, “non mi sento rispettata quando le persone non mi guardano e pensano ai fatti loro”, “non mi sento rispettata quando gli altri guardano il cellulare mentre parlo”, “non mi sento rispettato quando i miei amici non mi lasciano finire di parlare”).

TERZO INCONTRO (video)

Il terzo incontro è stato pensato per riflettere sulle relazioni, sull’immagine interna che i ragazzi hanno e su quegli atteggiamenti e quelle emozioni che possono essere dei campanelli d’allarme di relazioni potenzialmente violente. Nella seconda parte dell’incontro era previsto di soffermarci sui diversi tipi di violenza all’interno delle relazioni (fisica, sessuale, economica, psicologica, cyberbullismo, assistita) e individuare all’interno della scuola e sul territorio le figure alle quali rivolgersi se ci si sente bloccati in relazioni violente o se si è a conoscenza di situazioni potenzialmente dannose per qualcuno.

Per questo motivo è stato realizzato un video , che racchiude la prima parte del lavoro fatto insieme e una breve proposta di approfondimento delle tematiche che saranno trattate durante il terzo incontro.

Al termine del progetto seguirà un incontro con le insegnanti, posticipato per via dell’emergenza in corso, per effettuare una restituzione del percorso e una ricondivisione di alcuni aspetti emersi in vista di una futura progettazione per le classi terze dell’anno prossimo.

Le esperte D.ssa Erika Corti – D.ssa Giulia La Porta – Maria Cristina Minelli

Eventi

In occasione dell’8 marzo e del 25 novembre l’Associazione organizza eventi (spettacoli, rassegne cinematografiche, incontri, etc.) finalizzati all’incontro con la cittadinanza per promuovere i temi oggetto della propria attività.

TRASPARENZA

Pubblicazione ai sensi dell’articolo 35 del “Decreto Crescita”, D.L. n. 34/2019